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Lug 6, 2018
In evidenza Vita Parrocchiale

Consigliare i dubbiosi

PREMESSA

Con lo scorso numero della rivista abbiamo finito di “riflettere” sulle Opere di Misericordia Corporali ma, obbedendo all’invito fatto da Papa Francesco che, nel chiudere l’anno della Misericordia, esorta a non smettere di pensare alle opere della Carità, continuiamo le nostre semplici riflessioni considerando le Opere di Misericordia Spirituali. Esse si riferiscono alle “necessità” che colpiscono ed interessano l’anima e lo spirito. Sappiamo però che questa suddivisione è una forzatura che risale al medio evo, in quanto ogni atto di carità si ripercuote sulla totalità della persona che lo riceve. Mentre nel Vangelo sono ben elencate le Opere Corporali, sulle quali saremo giudicati, le Opere Spirituali sono “sparse” e si evidenziano volta per volta osservando le parole ed il comportamento di Gesù. Un’altra differenza fra le due Opere è che, per esempio, chi “dà da mangiare” di solito non è affamato e chi “alloggia il pellegrino” evidentemente ha una casa e così via. Quelle Spirituali, invece, sono “ambivalenti”: chi le esercita può essere consigliere ma può anche essere dubbioso ed avere bisogno di essere consigliato; può essere insegnante ma può avere bisogno di essere istruito; può consolare ma anche avere bisogno di essere consolato ecc.


Consigliare i dubbiosi è la prima Opera di Misericordia Spirituale e spaventa perché ci cala immediatamente nei nostri limiti, nelle paure che ci pongono notevoli preoccupazioni e domande: chi sono io per dare consigli? Che preparazione ho? Che esperienze ho? Quali parole troverò per sciogliere un dubbio o indicare una scelta? Però è dovere di ogni Cristiano aiutare chi è insicuro e cerca la verità, è un compito grande ma che “chi ama non può rifiutare”. Pensiamo a tutte le volte che abbiamo avuto bisogno di un consiglio e che ci è stato dato: al bene che ne abbiamo tratto, alla serenità che abbiamo ritrovato. Forse chi ci ha aiutato non era un gran sapiente o un illustre professore, era forse un amico sincero, un collega o una vecchietta che ci ha regalato la sua esperienza e il suo buon senso. Pensiamo ai consigli che abbiamo avuto dai nostri genitori che, pur lasciandoci liberi di scegliere e organizzare la nostra vita, ci hanno indirizzato per il meglio, o al dialogo ed al confronto reciproco che c’è fra i due sposi che quotidianamente condividono e affrontano problemi. D’altra parte avere dei dubbi ed essere insicuri è una prerogativa dell’essere umano. Lo stesso Papa Francesco ha detto che anche lui spesso ha dei dubbi e delle insicurezze. Se non li avessimo cadremmo nella più bieca presunzione, nella sclerosi delle nostre certezze, ci sentiremmo superiori e, ancora peggio, possessori della Verità.


GESU’ E I DUBBIOSI 2

La Bibbia è disseminata di dubbiosi, per esempio Abramo e Sara (Gen.18, 9-13) e lo stesso Mosè ha più volte “esitato” e “discusso” con Dio prima di attuare le Sue richieste. Nel Nuovo Testamento ricordiamo la reazione di Zaccaria di fronte all’Angelo (Lc. 1,18); la Santa Vergine che addirittura chiede all’Arcangelo Gabriele: “Come avverrà questo?” (Lc. 1, 34); pensiamo poi ai dubbi di Giuseppe (Mt. 1,19). Si può affermare che Gesù nella sua vita sia stato praticamente circondato da dubbiosi ed insicuri: ricordiamo l’episodio de “il giovane ricco” che chiede come deve fare per avere la vita eterna (Mc 10,17-21); e la domanda di Nicodemo su come può nascere un uomo quando è vecchio (Gv 3, 4). Inaspettato è il dubbio di Giovanni il Battista che, dal carcere, manda a chiedere: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” e Gesù risponde “Ai poveri è annunciato il Vangelo” (Mt 11, 2-6). Gli stessi discepoli hanno dubitato al punto tale che Gesù chiede loro “Volete andarvene anche voi?” e Pietro risponde con una bellissima professione di fede (Gv 6,67-71). Emblematico è il dubbio di Tommaso di fronte alla Resurrezione. Gesù, nella sua infinita misericordia, risponde a tutti e dà ad ognuno gli elementi perché, da solo, trovi la soluzione alla propria domanda ed agisca di conseguenza. Non forza nessuno, rispetta ogni decisione, non colpevolizza e non giudica.


CONSIGLIATI PER CONSIGLIARE 3ok

Colui che non ha chi lo guidi, cade come una foglia”, così è scritto nella Bibbia. Mai, come in questo periodo storico in cui sono messi in discussione tutti i valori che da sempre hanno regolato le relazioni umane, siamo frastornati, confusi ed abbiamo bisogno di aiuto. La Bibbia ci “consiglia” di non ritenerci capaci di risolvere i nostri problemi da soli ma di chiedere aiuto e di scegliere attentamente “la persona” della quale avere fiducia e che sia disposta ad ascoltarci. Preghiamo e affidiamoci allo Spirito Santo perché indirizzi la nostra scelta. Riscopriamo allora l’antica consuetudine dell’avere un “Padre Spirituale”. Rivolgiamoci ad un Sacerdote, che sia in grado di aiutarci, che sull’esempio di Gesù, ci usi misericordia, ci accolga, ci ascolti, ci capisca, ci corregga e, con noi, analizzando i nostri dubbi, ci guidi a scoprire la Verità. Vale sempre, poi, il detto che è un buon padre non chi risolve i problemi dei figli, ma chi insegna loro a risolverli. Seguire un consiglio non vuol dire delegare le proprie responsabilità ma, in assoluta libertà, scegliere di attuare personalmente il suggerimento ricevuto. Sempre il Siracide poi così esorta: ”Attieniti al consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti è più fedele” (37,13). Purtroppo il mondo è pieno di “cattivi consiglieri” o di “falsi consiglieri”. Pensiamo a quanta gente, trovandosi sola davanti al dubbio, si rivolge ad astrologi, ad indovini, a chiromanti, a lettori di carte e tarocchi o affida la propria decisione all’oroscopo. Tutti noi, nel corso della vita, siamo stati chiamati a dare dei consigli e lo abbiamo fatto, magari superficialmente o d’impulso, senza renderci conto che stavamo adempiendo ad un’opera di misericordia. Riflettiamo allora sul “come” possiamo compiere meglio questo servizio. Molto spesso i dubbi, soprattutto quelli che riguardano la Fede, ci vengono esposti nei momenti e nei luoghi più strani; non ignoriamoli minimizzandoli, cambiando discorso o evadendo la risposta. Avere dei dubbi è segno di maturità, di interessamento, è un modo per riflettere, per capire meglio, per crescere. Intanto, prima di rispondere, in tutta umiltà, raccomandiamoci allo Spirito Santo che ci dia il “Dono del Consiglio” ed invochiamo la Vergine Maria che è “Madre del Buon Consiglio”. Non affrettiamoci a dare soluzioni, ma permettiamo al nostro interlocutore di esprimere tutte le sue perplessità, ascoltiamolo con pazienza. Forse quel “problema” lo abbiamo avuto anche noi e, allora, cerchiamo di ricordare come siamo stati consigliati. Esprimiamo, però, con convinzione e semplicità i principi evangelici che guidano la nostra vita, senza urtare la suscettibilità altrui e soprattutto senza scadere nel relativismo e nel buonismo.


Laici Salettini

 

 

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