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KRZYZ

Giu 17, 2017

RAGIONI PER CREDERE 3

ESSERE CHIESA

NUOVO INCONTRO
Cari lettori, nella continuità di questi dialoghi sulle ragioni della fede, incontriamo uno dei temi più importanti e anche uno dei più emblematici. Rispetto alle motivazioni per credere trattate nei precedenti articoli, Incontro fondamentale con Cristo (edizione gennaio-febbraio) e La Parola di Dio (marzo-aprile), il tema di oggi appare più complesso.
Padre Adilson Schio ed Elena Tasso, in quest'altra conversazione sulla fede, argomentano sulle ragioni per credere che nascono dall'esperienza di essere Chiesa. Ma sarà vero che la fede presuppone un'esperienza ecclesiale? Ma di quale chiesa si parla? Allora, perché sono sempre più numerose le persone che dicono di credere, ma di non avere bisogno della chiesa?
Queste domande già rivelano l'orizzonte di questa conversazione.

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Il Corpo di Cristo – Chiesa – Maria: "Saranno un solo Corpo" – Affresco absidale a Rubiana (Torino)

 

ESSERE CHIESA
P. Adilson – Un altro incontro, Elena, un altro tema per riflettere. Oggi voglio proporvi un tema che è davvero un'esperienza: essere Chiesa. Vedi, non parlo di essere di una o di un’altra chiesa, ma di sentirsi comunità cristiana, di vivere la fede che può renderci forti proprio perché non vissuta individualmente ma comunitariamente.

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Elena – Sì, Padre Adilson, approfondiamolo. Nella Chiesa siamo tanti e tutti fratelli.

Ringraziamo con tutto il cuore i numerosi lettori

che hanno partecipato ai nostri dialoghi.

E’ in sintonia con l’argomento di oggi Maurizio Mogarelli: “la Fede io l'ho ereditata da mio padre l’unico che abbia voluto, appoggiato da mia nonna Emilia, che io seguissi il Signore e che persistessi nel praticare la preghiera e frequentassi la messa domenicale... Nel passato mi sono spesso ritirato in un monastero Benedettino e ho seguito con entusiasmo e fedelmente la vita dei confratelli. Attraverso loro mi sono salvato dalla depressione e dalla perdita di fiducia nella vita”.

Penso che queste esperienze, la preghiera, la messa e la vita comunitaria infiammata dall’amore di Cristo possano essere l´annuncio e la testimonianza di fede per tutti.


P. Adilson – La Chiesa, intesa come comunità di coloro che credono, ha proprio questo compito, o questa missione: essere spazio per la diffusione e la testimonianza della fede. Penso che la Chiesa se non "assume" questa missione nel mondo di oggi, può diventare solo un cerchio piccolo di incontro umano e non lo spazio di vita in Dio. La Chiesa è prima di tutto "luogo di comunione e di incontro" tra Dio e il suo popolo, come ha affermato il Concilio Vaticano II.


Elena – Penso che oggi siamo Chiesa già quando veniamo battezzati ed entriamo nella grande famiglia cristiana sparsa nel mondo.

Non c’è bisogno di compiere grandi cose per essere chiesa anzi ognuno nel suo piccolo agisce, ama, spera, crede, prega insieme a tutti, anche se non sempre siamo riuniti fisicamente. Ognuno ovunque sia, anche se si sente solo al mondo, sa che con lui c’è tutta la comunità che prega per lui, c’è la chiesa, vicina anche se non si vede. E insieme ad essa c’è Gesù Risorto.

Lo Spirito Santo agisce in ognuno e fa camminare la Chiesa lungo la storia insieme al Sì di tanti. Per i battezzati è una missione portare la Parola di vita nuova a tutti, fino ai confini del mondo.

 

CASA E SCUOLA vocazione salette3
P. Adilson – La tua affermazione mi ricorda che Papa Giovanni Paolo II nella lettera apostolica "Nuovo millennio ineunte", ha detto che "la Chiesa dovrebbe essere casa e scuola di comunione": comunione non come un semplice stare insieme, ma quella nello Spirito che ci fa scoprire il Signore nelle ragioni più profonde di sapere che egli esiste e che si lascia trovare.


Elena – Sì, siamo tutti fratelli e sorelle.

Essere chiesa è essere sicuri dell’abbraccio del Signore che ci unisce tutti e ci rende una grande famiglia dove si condividono gioie e dolori, dove si prega insieme, dove ci si aiuta, ma anche dove tutti insieme si va verso il bisognoso imitando Gesù. Dove si spezza il pane quotidiano, lo si condivide. Aiutiamo tutti a costruire ponti di pace, di amore, di unione, a essere intercessione e preghiera anche per gli altri.


P. Adilson – Certo, Elena, una persona, quando prova la reciprocità d'amore tra i "discepoli di Cristo", può trasformare la sua qualità delle relazioni personali e il suo rapporto con Dio, e così si sente chiamata a scoprire o riscoprire Cristo, aprendosi all'incontro con Lui. Questo diventa così un interessante appello a uscire da noi stessi, dal nostro piccolo mondo, e andiamo verso gli altri per trasmettere con loro la speranza che riceviamo per fede.

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RESURREZIONE
Elena – Leggiamo alcune frasi di Anna Bacci, colpita da un grave lutto:

“Ma noi... poveri uomini con tante storie alle spalle, fatiche, dolori, lutti, disgrazie, fallimenti.. dobbiamo fermarci in noi stessi, guardarci dentro e farci un'unica domanda: "Ma io quando ho bisogno da chi vado?". Trovare il Padre è la cosa più bella e semplice che possiamo avere a disposizione. Mettersi in ascolto di Lui, parlare al proprio Padre, darGli tutta la confidenza e mettersi pienamente nelle Sue mani”.


P. Adilson – Vedi, Elena, questo pensiero di Anna mi rimanda all'Apostolo Paolo, che per la sua grande esperienza di fede, venuta dalla sua conversione personale, e per la sua esperienza di essere chiesa, venuta dalla sua opera missionaria, ha scritto nella prima Lettera ai Corinzi (15,14), che se non crediamo che Cristo è risorto, vuota è la nostra fede, e questo è il vero annuncio che oggi fa la Chiesa... 5


ElenaDalla forza del Risorto, crediamo!

Come i primi cristiani, nelle difficoltà e persecuzioni, guardandoci negli occhi diffondiamo la Sua parola e il Suo amore, sulle orme di Cristo. Gli Apostoli sono stati le fondamenta e loro hanno dato un forte slancio a tutta la chiesa nella storia, grazie allo Spirito Santo e al Signore Risorto.

Chi darà la spinta ai prossimi se noi non agiamo? Tutte le epoche hanno avuto difficoltà. Lo spirito del Risorto agisce, è veritiero.

Saldi in Lui, uniti siamo una forza!

 

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